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La Politica ed il PD di Reggio Emilia di Dario Vincenzo Grassi

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Io ho visto degli orrori, orrori che ha visto anche lei, ma non ha il diritto di chiamarmi assassino. Ha il diritto di uccidermi, ha il diritto di fare questo, ma non ha il diritto di giudicarmi. È impossibile trovare le parole… per descrivere, ciò che è necessario, a coloro che non sanno ciò che significa l’orrore. L’orrore ha un volto, e bisogna farsi amico l’orrore. Orrore e terrore morale sono i tuoi amici, ma se non lo sono, essi sono dei nemici da temere, sono dei veri nemici. Ricordo quando ero nelle forze speciali, sembra migliaia di secoli fa, andammo in un campo, per vaccinare dei bambini, lasciammo il campo dopo aver vaccinato i bambini contro la polio. Più tardi venne un vecchio correndo a richiamarci, piangeva, era cieco, tornammo al campo. Erano venuti i vietcong e avevano tagliato ogni braccio vaccinato. Monologo del colonnello Kurtz, in Apocalypse Now, diretto da Francis Ford Coppola, 1979

Voci di periferia si chiede: l’Europa forse è il Vietcong che pratica una mutilazione economica degli intenti locali e forse anche nazionali? Ore 19:30 circa, circolo di Reggio Emilia in Via Montenero 11. Incontro con Vecchi, candidato a sindaco del Partito democratico reggiano. Al trentottesimo minuto di un monologo sui buoni intenti del Pd, ad opera dell’ingegnere Salvatore Scarpino – originario di Cutro e principale riferimento di quella parte di cutresi e scandalesi che votano per il Pd – che presentava all’associazione Scandale in Emilia il candidato sindaco Luca Vecchi, uomo di spicco e leader del Pd Reggiano, ed in assenza di un pubblico critico ad eccezione di Cotroneinforma e una segretaria della Cgil, Sabrina Castagna, decido di cogliere l’invito alla partecipazione al dibattito politico fatto al pubblico presente in sala per porre delle domande e delle riflessioni sulla politica economica che oggi vede in ginocchio l’Italia e non solo. Cito l’intervento che ho fatto: «Ho ascoltato un po’ tante cose, ma soprattutto il Partito democratico avendo l’impressione – e qui devo far riferimento al Professor Bagnai, docente dell’Università di Pescara – che esprime forti dubbi sulle politiche economiche europee e sulla convenienza dei popoli europei nel mantenere l’Euro come moneta.

 

Che nelle campagne elettorali nessun candidato alle amministrative degli enti locali, fa mai riferimento alle politiche economiche che cito, ed il Pd che con molta probabilità vincerà queste amministrative non fa certo eccezione. Io stesso lavoro per un ente pubblico di Reggio Emilia e negli ultimi anni ho assistito a tagli delle spese e degli investimenti e vi è sempre l’ombra della privatizzazione dell’ente in questione. Perché non si dice in modo chiaro che la spesa pubblica non può essere una risorsa efficace sulla quale contare, aldilà della volontà degli amministratori locali? Non vi pare che sia un grosso rischio parlare di investimenti pubblici sui servizi da parte di voi amministratori locali in una prospettiva di risorse a dir poco contenute? Concludo chiedendo se il candidato a sindaco vuole esprimere delle considerazioni sui trattati europei di Maastricht e Lisbona». Poco dopo il mio intervento, alza la mano Sabrina Castagna che fa notare che non vi è un chiaro riferimento del Pd a quelle che sono le intese del patto di stabilità che tiene “agganciata” l’amministrazione comunale ad una condizione molto rigida e che poco spazio offre a investimenti al di fuori dello stesso accordo. Insomma in campagna elettorale si fanno tante promesse ma nessuno poi parla di quanto realmente si possa fare e quali risorse economiche da investire sono realmente presenti nelle casse degli enti locali!

In questo mio articolo preferisco partire da ciò che credo sia importante ovvero: quanto sono realizzabili gli intenti dei politici locali e non? Luca Vecchi non risponde al mio invito sull’offrire una sua visione dei contenuti dei trattati di Lisbona e Maastricht ma cita dati e numeri che danno speranza a chi pensa che oggi sia possibile investire in progetti comunali, in quanto Reggio Emilia è uno dei comuni più virtuosi in riferimento al contenimento delle spesa pubblica e cura dei bilanci. Il leader del Pd locale chiede fiducia, si propone a tutti i cittadini come persona di riferimento attraverso un partito abituato a governare, solido e pieno di intenti costruttivi. Un riferimento alla criminalità viene fatto da Vecchi, che non usa mai il termine ’ndrangheta! Pur parlando di criminalità calabrese. Invita ad avere la schiena dritta, come Salvatore Scarpino, sul quale il partito ha puntato molto, in quanto lo stesso non era più candidabile – spiega Scarpino stesso – perché già al suo secondo mandato nell’amministrazione locale, quindi secondo lo statuto del Pd non più candidabile.

Il partito deroga la regola e lo ripropone! Una parte dei presenti dell’associazione mi offre dei volantini per promuovere Luca Vecchi sindaco! Ascolto le aspettative dei presenti, che si augurano una ripresa economica, altri un contributo del comune di Reggio Emilia per l’associazione che si è sempre impegnata in attività come il cumbitu, occasione di scambio umano e mantenimento di tradizioni e costumi di un popolo da sempre in giro per il mondo, perché da sempre emigrato. Nessun riferimento alla Lega Nord, che alcuni sondaggi danno in crescita, probabilmente perché unico partito che sta promuovendo l’uscita dall’euro dell’Italia, insomma molti cittadini pensano che l’euro ci abbia impoveriti, come dargli torto? Luca Vecchi ci tiene a parlare di Grillo che il 9 maggio, la sera prima dell’incontro con l’associazione calabrese, ha riempito il centro e la piazza di Reggio Emilia intervenendo per promuovere la lista di candidati per le europee del Movimento Cinque Stelle. Riassumo il suo intervento: «Tenete conto di ciò che è successo a Parma. Hanno dichiarato di non voler far partire l’inceneritore sul quale hanno fatto campagna elettorale, dichiarando una linea politica ed ecologica di opposizione per poi inaugurarlo». Luca Vecchi insiste aggiungendo: «Cacciano fuori dal movimento chiunque sia critico nei riguardi del Guru Beppe, vi invito a riflettere sulle dinamiche di questo movimento.

Certo, le piazze sono sempre piene quando Grillo parla e non sottovaluto la loro forza elettorale, ma credo che questo movimento sia solo il risultato di un malessere molto radicato nel paese col quale misurarsi ma credo poco nella loro capacità di gestire le amministrazioni locali. Molto più facile fare l’opposizione e loro quella la sanno fare». Voglio concludere questo articolo citando il commento di Paolo Rossi Barnard (consultabile su www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=139) in riferimento ai trattati Europei sui quali mi auguravo una risposta da parte di Luca Vecchi: «E così, mentre tutti guardano da quella parte, da quell’altra accade il nostro destino, ma non c’è nessuno a osservare. Accade per esempio il Trattato di Lisbona, il quale, come tutte le cose che ridisegnano la Storia, che decidono della nostra esistenza, che consegnano a poteri immensi immense fette del nostro futuro, non è al centro di nulla, passa nel silenzio, non trova prime pagine o clamori di alcun tipo, nel Sistema come nell’Antisistema».

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