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"Omnia sunt communia"

COTRONEInforma n.123


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PARTE A COSENZA LA CAMPAGNA PER LA SOCIALIZZAZIONE DELLA CASSA DEPOSITI E PRESTITI

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Dopo aver versato, per non più di un minuto, lacrime di coccodrillo sui dati della disuguaglianza sociale nel pianeta, forniti dal rapporto della ong Oxfam – le 85 persone più ricche del mondo detengono una ricchezza equivalente a quella di 3,5 miliardi di persone; l’1% del pianeta possiede il 50% della ricchezza mondiale - il ministro Saccomanni, presente all’annuale Forum di Davos, è passato alle cose serie e, in un incontro con i grandi investitori stranieri, ha annunciato l’avvio dell’ennesimo piano di privatizzazioni, con in testa le Poste Italiane.

Senza senso del ridicolo, è riuscito a dire che l’operazione, che prevede, per ora, la messa sul mercato del 40% del capitale sociale di Poste, comporterà un’entrata di almeno 4 miliardi da destinare alla riduzione del debito pubblico. Anche ai più sprovveduti credo risulti chiara l’inversione del contesto: Saccomanni dice di voler privatizzare le Poste per ridurre il debito pubblico, mentre è evidente come il debito pubblico sia solo l’alibi – lo shock teorizzato da Milton Friedman - per permettere la privatizzazione di un servizio pubblico universale.

Proposte e strumenti per affrontare la crisi

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COMUNICATO STAMPA “PROPOSTE E STRUMENTI PER AFFRONTARE LA CRISI” SABATO 15 FEBBRAIO ORE 17,30 SALA FALCONE E BORSELLINO CUTRO

Siamo in una fase di cambiamento, un po’ come è avvenuto nel 68 che i figli sono subentrati ai padri infrangendo regole e autorità istituzionali e a volte anche la legge. Si è passati da un mondo agricolo a quello dell’industria. Molte analogie con oggi, dove si sta passando da un mondo industrializzato a quello dell’informatica. Un mondo che i giovani hanno già conquistato e che gestiscono a pieno titolo abbattendo barriere e distanze con luoghi un tempo inarrivabili.

E’ questo lo spirito del convegno “Proposte e strumenti per affrontare la crisi” che si svolgerà sabato 15 febbraio nella sala Falcone e Borsellino a Cutro. Proposto dal “ Movimento di Solidarietà “ e organizzato dalla Confartigianato di Crotone in collaborazione con l’Ente bilaterale Artigianato Calabria e il comune di Cutro che hanno colto il percorso avviato da questo Movimento composto da imprenditori, professionisti e lavoratori che credono ancora nella Calabria e nel Sud. E’l’allarme lanciato da Antonio Migale, portavoce del Movimento di Solidarietà, in altri precedenti convegni.

Italia 2014: la ricchezza è affare di pochi

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Qualche anno fa statistiche di questo genere le riportavano le associazioni umanitarie parlando di qualche paese dell'Africa. Invece questi dati sono riferiti proprio al nostro Paese, nel quale la forbice tra ricchi e poveri si sta allargando a dismisura. E così l'Italia si allinea pericolosamente a modelli non proprio esemplari, come l'India o il Bangladesh, dove una ristretta élite di ricchi gestisce la maggior parte del patrimonio economico. Partiamo da alcuni dati, riportati dalla Banca d'Italia.

La ricchezza media delle famiglie italiane è calata in termini reali del 6% dal 2007. Il dato sembrerebbe tutto sommato poco grave, se non fosse che il calo in questione ha investito in particolar modo le classi medie, determinando per queste un calo medio nel potere d'acquisto nell'ordine del 25%. Segno opposto invece per i ricchi, che hanno visto il loro potere s'acquisto addirittura aumentare. Poi ci sono i poveri e i poverissimi, per i quali il calo è stato inferiore rispetto alla classe media, ma naturalmente più incidente. A fronte di una perdita di circa dieci punti percentuali, per la maggior parte delle famiglie che già nel 2007 galleggiavano appena sopra il livello di povertà, tanto è bastato per spalancare a molte di loro le porte del tunnel dell'insolvenza. Ad oggi, quindi, il 3% delle famiglie non è in grado di far fronte nemmeno alle spese più elementari, come cibo, vestiti e bollette.

Arrestati i vertici della Daneco: avevamo ragione!

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Ora blocchiamo l’ampliamento della discarica di Pianopoli e si revochi la concessione dell’impianto di Lamezia Terme. E’ proprio di queste giorni la notizia degli arresti ‐ nell’ambito dell’inchiesta “Black Smoke” sulle attività di mancata bonifica dell’ex Sisas di Pioltello‐Rodano (MI) – di sei persone tra le quali Francesco Colucci, presidente del gruppo Unendo SpA, l’holding a capo della bonifica tramite la Daneco Impianti, e Bernardino Filipponi, amministratore unico di quest’ultima. La stessa Daneco che gestisce la discarica di Pianopoli e l’impianto di lavorazione e selezione situato nell’area industriale di Lamezia Terme. L’indagine, durata più di due anni, ha evidenziato tra le tante cose, l’esistenza di un traffico e smaltimento illecito di rifiuti in siti di proprietà della Daneco, previa falsa declassificazione degli stessi da pericolosi a non pericolosi e collusioni a vario titolo con la criminalità in Lombardia, Calabria, Campania e Sicilia.

CONTRO MALAFFARE E CORRUZIONE, FUORI L’ACQUA DAL MERCATO!

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Con il referendum del 13 giugno del 2011 la maggioranza assoluta dei calabresi, così come nel resto d’Italia, ha detto in maniera inequivocabile che l’Acqua deve uscire dal mercato e che il mercato deve uscire dall’Acqua. Nessun profitto è lecito si possa realizzare con la “vendita” dell’acqua che è, ricordiamolo sempre, un Bene irrinunciabile per la nostra stessa vita.

Il grande esito referendario non ha avuto alcun riscontro nella nostra regione, nonostante la presenza di una società di diritto privato, la Sorical SpA, che gestisce i nostri acquedotti; in verità ci sono state solo banali frasi di circostanza che ci hanno ricordato come in Calabria l’Acqua sia ancora pubblica quando è noto a tutti che, di fatto, è la modalità di gestione a determinarne la trasparenza, appunto la pubblicità del Bene Comune.

 

Discarica di Battaglina, un ecomostro di 3 milioni di metri cubi

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Il 9 gennaio un grande corteo ha invaso il piccolo centro di Borgia, un comune dell’entroterra calabrese, per chiedere il blocco dei lavori della costruenda discarica che sta sorgendo a pochi chilometri dal centro abitato. Diverse migliaia di persone sono scese in piazza contro chi ha voluto questo mega impianto spacciato per isola ecologica dalla Sirim srl, la società proponente e futuro gestore.

La vertenza chiaramente è solo agli inizi ed i comitati in lotta hanno dato prova di grande autonomia e di forte capacità di mobilitazione riuscendo a portare allo scoperto le tante responsabilità della Regione, della Provincia e dei comuni interessati.

Truffa all’Ue: Gdf scopre quattro imprese nel crotonese

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I militari del Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Crotone hanno recentemente concluso una serie di controlli che ha consentito di scoprire varie condotte illecite che hanno comportato una truffa all’Unione Europea per un ammontare complessivo di 742.000 Euro.

Quattro le imprese ispezionate, di cui tre con sede a Cotronei ed una operante ad Isola di Capo Rizzuto.

In tutti i casi, le Fiamme Gialle pitagoriche hanno attenzionato aziende che hanno percepito finanziamenti a carico del bilancio nazionale e comunitario, erogati attraverso la Regione Calabria per progetti di inserimento e reinserimento nel mondo del lavoro di soggetti appartenenti a categorie svantaggiate.

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