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"Omnia sunt communia"

COTRONEInforma n.123


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COMUNICATO STAMPA Nel Lazio vincono l’Acqua Pubblica e la Partecipazione Adesso tocca alla Calabria

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Lunedì 17 marzo è stata approvata all’unanimità dal Consiglio regionale del Lazio la proposta di Legge di iniziativa popolare per la gestione pubblica e partecipata del servizio idrico, promossa dal Coordinamento Acqua Pubblica laziale. Questo grande evento di democrazia partecipata rappresenta una pietra miliare per tutti i movimenti che si battono per riaffermare che l’Acqua è un Bene Comune e che le logiche di mercato devono stare fuori dalla sua gestione.

Del resto dopo la grandissima affermazione referendaria del giugno 2011 si era capito molto bene che i grandi interessi delle multinazionali, e non solo, che ruotano intorno al Nostro Bene Comune avrebbero cercato in tutti i modi di sminuire quella vittoria. Interessi enormi per i quali, ed è incredibile, sono scese in campo anche autorità istituzionali, ovvero chi dovrebbe difendere la democrazia in questo Paese. La strategia dei movimenti che in Italia sono schierati a difesa del Bene Comune Acqua è stata allora lungimirante; bisognava ritornare sui territori, parlare con i legittimi proprietari del Nostro bene più prezioso e tessere una nuovo percorso democratico con la presentazione di leggi regionali di iniziativa popolare.

COMUNICATO STAMPA “SALVI-AMO LA CITTA’ DI PITAGORA” …… E La Sua Provincia

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SABATO 29 MARZO ORE 9 PIAZZA PITAGORA CROTONE.

Continua il lavoro di sensibilizzazione del comitato “Salviamo La Città Di Pitagora e La Sua Provincia”. Lo scopo è quello di fare emergere lo stato di disagio che vive Crotone e la sua provincia ma anche per coordinare le istituzioni e tutte le forze in campo per reagire. E’ quanto emerge da un protocollo d’intesa firmato da diverse associazioni che hanno costituito il Comitato. Una crisi galoppante, la più grande del secondo dopoguerra ha messo in ginocchio l’Europa intera e le sue piccole, medie e grandi imprese.

L’ITALIA SPROFONDA!! Un malessere diffuso si è permeato tra i cittadini in modo grave da spingere ormai numerosi imprenditori a forme di protesta estrema. Il sud e la Calabria, in particolare, sono le località che pagano maggiormente questa crisi che rischia di annientare le poche piccole imprese del nostro territorio. LE MOTIVAZIONI sono molteplici. Lo stato di isolamento in cui è stato relegato il nostro territorio, Lo spreco dei fondi strutturali Europei, l’inettitudine di molte, troppe amministrazioni troppo impegnate in conflitti interni per tutelare interessi che nulla hanno a che fare con il ruolo che deve svolgere la politica, la collusione tra queste e le mafie e, nonché, permettetemi di dirlo, la rassegnazione di cittadini comuni abituati ormai ad accettare questo modus operandi come qualcosa di normale senza reagire. Tutto ciò ha portato, ormai, molte città del Nord ma, anche il governo ad isolare il mezzogiorno d’Italia come qualcosa di irrecuperabile.

Calabria, il cinghiale e la ricomparsa dei fatti

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Ieri (19 febbraio 2014 n.d.r.) il quotidiano regionale L’Ora della Calabria non è uscito. La causa, per quanto comunicato dallo stampatore al direttore del giornale, è stata un guasto alle rotative. In pagina c’era una notizia su Andrea Gentile – figlio del senatore calabrese Tonino Gentile (Nuovo Centrodestra) – cui la procura contesta abuso d’ufficio, falso ideologico e associazione a delinquere, nell’ambito di un’inchiesta sull’azienda sanitaria della provincia di Cosenza.

Luciano Regolo, da poco subentrato a Piero Sansonetti alla guida del giornale, ha denunciato pressioni dell’editore Alfredo Citrigno e dello stampatore Umberto De Rose per rimuovere l’articolo sui fatti riguardanti il figlio del senatore Gentile. Nelle telefonate sarebbe uscita, a rafforzare i discorsi sull’inopportunità di pubblicare quel pezzo, una metafora zoologica: «il cinghiale, quando viene ferito, ammazza tutti». A chi non vive a Cosenza – alle pendici dei monti della Sila, ancora popolata di lupi e di cinghiali – questo linguaggio dice poco, sul piano evocativo.

 

Basta ricatti ai territori. Pugliano trovi soluzioni condivise o si dimetta

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Le dichiarazioni di questi giorni dell’Assessore Regionale all’ambiente, Franco Pugliano, a fronte dell’emergenza rifiuti vissuta da tutta la Calabria, mortificano drammaticamente le istituzioni democratiche, insultano l’intelligenza dei calabresi e riproduce fedelmente la logica del ricatto emergenziale nei confronti dei territori che ormai da anni governa il ciclo dei rifiuti calabrese.

“Se non apre Scala Coeli, sarà emergenza” ; “Se non apre Celico sarà emergenza” ; “Se non parte lo smaltimento all’estero sarà emergenza”: questa è la cantilena stonata con cui l’assessore resuscita quotidianamente i quindici anni di commissariamento, anni in cui l’emergenza, ciclica e prevedibilissima, era esclusivamente un’arma da rivolgere contro tutti coloro che si opponevano a progetti strampalati ed impianti inutili.

Nulla sembra cambiato da allora.

L’emergenza rifiuti non è causata dai rifiuti dei cosentini ma dal malgoverno regionale Mentre a Bucita c’è chi resiste, l’assessore Pugliano continua a fuggire

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RENDE, 07/02/2014_Comunicato Stampa

La fuga dell’assessore regionale all’ambiente Franco Pugliano, avvenuta l’altro giorno dalla sala stampa dell’Università della Calabria, è significativa della situazione in cui versa la nostra regione. Ha lasciato di corsa la presentazione della candidatura del Parco della Sila tra i patrimoni Unesco per recarsi in giunta. Questo perché la discarica su cui si regge l’intero smaltimento dei rifiuti regionale è chiusa ancora una volta a causa della pioggia. Andandosene dalla conferenza, ha avuto solo il tempo di annunciare una nuova emergenza e di dire quello che è diventato il suo mantra: “bisogna costruire nuovi impianti, l’emergenza è provocata dai rifiuti dei cosentini”. Ma il problema rifiuti è di fronte ad ogni calabrese e non può essere nascosto sotto il tappeto. Una emergenza che dura paradossalmente da più di quindici anni è difficile da nascondere. Infatti, niente è migliorato da quando, oramai due anni fa, contestammo Pugliano in quella stessa sala stampa. Come Rete in Difesa del Territorio “F. Nisticò” eravamo lì per chiedere le sue dimissioni e la fine del commissariamento. Ci trovavamo di fronte un assessore responsabile sul piano politico e sul piano giudiziario: veniva a parlare di educazione ambientale un indagato per la discarica di Allì. La sua posizione si è ora aggravata perché accusato di disastro ambientale: il percolato che inquina il fiume Allì porta il nome anche di un assessore regionale all’ambiente. Cosa aspetta a dimettersi? Il lato peggiore di Pugliano, però, si vede sul territorio calabrese negli altri scempi di cui è colpevole per il suo ruolo politico. Stando ai fatti, c’è stata una precisa scelta politica nell’avallare la speculazione sull’emergenza rifiuti ai danni della salute dei calabresi.

SOLIDARIETA' A VIRGINIA, TOMMASO ED ESPEDITO VOI NON POTETE FERMARE IL VENTO, GLI FATE SOLO PERDERE TEMPO!

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Esprimiamo piena ed incondizionata solidarietà e complicità alle militanti ed ai militanti del comitato No Discarica Battaglina raggiunti l’altro ieri da una infondata querela da parte della Sirim Srl.

Rispediamo al mittente tutte le assurde accuse della Sirim Srl ora cosciente di avere contro non il solito gruppo di “ambientalisti facinorosi” ma una intera popolazione che ha riversato, lo scorso 9 gennaio, la propria rabbia per le strade di Borgia in un imponente corteo cittadino e che con ostinazione e coraggio presidia da diverse settimane l’ingresso alla discarica.

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